Lui & Lei
L'infermiera e la bugia
17.06.2026 |
5 |
0
"Non appena entro dentro di lei L, solo dal mio sguardo, comprende la mia preoccupazione..."
Come già detto in un precedente racconto, lavoro in un ufficio di paese.Mi sbottono a dire che ho a che fare quotidianamente con personale sanitario di vario genere, tra cui medici ed infermiere.
Specialmente con le seconde, data la natura lavorativa, sono spesso a stretto contatto.
Tutte donne di una certa età, tranne una più giovane, sposate e con figli.
Se pensavate che il cliché fosse in arrivo, leggendo della più giovane, vi sbagliate.
La storia che vado a raccontarvi vede coinvolta una delle infermiere, separata da una vita e con una figlia di ormai vent'anni, studente di infermieristica a sua volta.
Per comodità la chiamerò L.
L ha iniziato a lavorare nella mia stesse sede qualche mese dopo il mio arrivo.
Una donna che, inizialmente, non mi ha comunicato nulla, sennò un pochino di simpatia.
Col passare del tempo (e degli anni) io sono ormai solitario nel mio lavoro ed L è diventata una figura piacevole con la quale chiacchierare tutti i giorni.
Man mano che la conoscevo, oltre poter riconoscere in lei i tratti della donna di mezza età scapola, ho anche avuto modo di notare quanto fosse una MILF a tutti gli effetti.
Abbronzatura, un fisico che mostra i segni dell'età ma assolutamente apprezzabile ed un vestiario giovanile han fatto si che io, inevitabilmente, abbia guardato L con occhi diversi col passare del tempo.
Se prima era solo la donna che, di tanto in tanto, mi chiedeva un favore lavorativo ma di carattere personale, alla fine L è diventata, per me, oggetto di pensieri lussuriosi e anche soggetto di alcuni momenti di meritata masturbazione.
Non so dire con esattezza cosa sia scattati in entrambi il girono in cui si sono svolti gli eventi che vi sto per raccontare, ma so che è stato rapido e inaspettato.
Un giorno come altri L, quotidianamente (e fastidiosamente aggiungerei) molestata da uno dei medici più anziani, si rifugia nel mio ufficio prima che lui possa passare all'attacco.
"A, ho bisogno di chiederti un favore. Potresti darmi corda e far finta che io e te abbiamo una storia segreta? Il dottore non è la persona più sveglia del mondo quando si parla di relazioni. È sempre che mi abbraccia, mi bacia sulle guance, mi chiede di andare con lui a cena...è diventato pesante".
Richiesta alla quale, ovviamente. ho risposto di si.
D'altronde cosa sarà mai dire una piccola bugia a fin di bene?
Così, quando il dottore fa la sua capatina a cercare la povera L, lei si fa trovare nel mio ufficio, dove lui, prontamente come con ogni figura femminile che si trattiene per più di cinque minuti nel mio ufficio, esordisce con "Aaah ma ditelo che voi due avete i vostri inciucci!"
Al che L ci marcia sopra, avvicinandosi a me e mettendo una mano attorno alle mie spalle, mentre sono seduto sulla sedia.
Rispondo allungando un braccio attorno alla sua vita, avvicinandola a me. La sua reazione trasmette una leggera sorpresa.
"Eh si! D'altronde dottore ad una donna come me ne serve uno giovane..."
"Eeeh, maialina!"
Dopo alcune chiacchiere di circostanza il dottore si allontana.
"Grazie A".
"Prego, se dovessi avere ancora bisogno di mantenere la farsa sono disponibile".
Un pensiero genuino il mio, senza secondo fine sul momento in cui l'ho pronunciato.
Tuttavia, nei giorni successivi, lo scenario si è ripetuto più volte. Nonostante questa dichiarata "relazione" il dottore non perdeva occasione di provarci spudoratamente con L.
La risposta si è tradotta quindi in maggiori situazioni come quella già vissuta, in cui fingevo di avere qualcosa di intimo con lei.
Il tutto si estende anche su di me, con il dottore che spesso passa a trovarmi mentre sono solo, chiedendomi se L fosse effettivamente porca come l'ha sempre immaginata o se fosse tutta scena, ed altre domande simili.
Curiosità tipiche di un uomo annoiato e prossimo alla pensione.
Io mantengo la facciata, sostenendo che L sia una vera esperta a letto e che mi stia regalando momenti di alta qualità.
Il contro di avere una menta fantasiosa è che, più fingevo situazioni nella mente da poter raccontare a spizzichi e bocconi, più la mia mente cominciava a desiderarli davvero.
E quando si ripresenta l'ennesimo scenario in cui, assieme a lei, fingo questa relazione, alzo leggermente l'asticella.
Mentre L si avvicina per farsi abbracciare, lascio che una delle mie mani le finisca sul culo, stringendoglielo.
La sento irrigidirsi, chiaramente non se lo aspettava.
Quando la farsa finisce so bene che la situazione si trova davanti ad un bivio:
O ci scherza sopra, o sta per arrivarmi un cazziatone senza pari.
Fortunatamente la strada imboccata da L è la prima.
"Ci hai preso gusto eh?" mi dice con tono malizioso.
"Beh, devo essere credibile, no?"
"Certo. Sopporto volentieri una tua strizzata al culo se serve a togliermelo dai piedi".
"Beh, non che stia demordendo, a dirla tutta".
"Già. A quanto pare non gli interessa, oppure non ci crede".
Nella sua perspicacia di donna cinquantenne, L aveva colto nel segno. Il dottore non era così stupido come faceva credere.
Ed è così che, nello scenario successivo, sgancia la bomba.
"Ma io a questa relazione mica ci credo, sapete? Mica vi vedo mai assieme, un bacino o simili."
"Beh doc, dobbiamo essere discreti. Già il fatto che lei lo sappia è troppo, siamo comunque sul posto di lavoro" replico mentre ne approfitto per toccare di nuovo il culo ad L.
"Ah ma mica io dico niente! Ne ho fatte anche io di questi truschini in passato...però io qua non vedo un bacino non ci credo mica!"
Lo sguardo tra me ed L è rapido e, prima ancora che io possa accorgermene, mi ritrovo le sue labbra stampate sulle mie.
"Oooh la!" Esclama soddisfatto il dottore. "Un uomo deve anche sapere quando farsi da parte! Godetevela fanciulli!"
Tuttavia, quello che è scattato in me in quel momento è il risultato dei vari pensieri che non sono stato ad elencare.
Pensieri in cui la mia mente ha fantasticato, sognato e portato il mio corpo a masturbarsi ripetutamente su L nelle settimane precedenti.
Non appena il dottore lascia la stanza prendo il viso di L, baciandola di nuovo.
La scioltezza del suo corpo tra le mie mani mi indica che non è affatto sorpresa da quel bacio, che lentamente si trasforma in un intreccio di lingue passionale.
Quando si interrompe, L mi osserva con occhi languidi.
"Immagino che la bugia sia diventata realtà, hm?"
Continuiamo a baciarci senza pensare oltre. Le mie mani stringono il suo culo, morbido e leggermente largo, mentre le sue cingono la mia schiena ed una scivola sul mio sedere.
La bacio sul collo, avido, mentre lei si gode la sensazione con il suo respiro leggermente affannato.
Oso di più, spostando uno delle mie mani sul suo seno, una seconda abbondante.
L risponde selvaggiamente, spostando la sua mano sul mio pacco, stringendomi.
Insieme sbottoniamo la patta dei miei jeans e lei, tirando giù il tutto assieme ai boxer, si fa strada verso il mio cazzo, duro all'inverosimile e con la punta gocciolante dall'eccitazione.
Con il pollice L sfrutta quelle gocce per lubrificare il resto della cappella, lanciandosi in una sega intensa mentre continua a baciarmi.
Mentre mi godo il movimento frenetico della sua mano faccio passare una delle mie sotto la divisa da infermiera, stringendole il seno privo di sostegni.
Gioco con il suo capezzolo e i piccoli versi di piacere mi lasciano intendere che sto facendo la cosa giusta.
Ma la mia eccitazione è troppa e la mano di L mi sega con una maestria mai percepita prima.
Senza poter metterci un freno, le bianche colate di calda sborra finiscono sulla sua divisa.
Respiro affannosamente mentre L si gode la schizzata e rallenta il movimento poco alla volta.
"Cazzo, scusami..."
"Tranquillo, l'ho sporcata con cose peggiori" dice mentre mi osserva con lo sguardo lascivo.
"A che ora finisci di lavorare?"
Guardo l'ora, ho ancora due ore piene davanti a me, glielo comunico.
"Allora facciamo così...io devo uscire per una visita breve. Tra un'oretta fatti trovare di sotto, nell'aria che usiamo come magazzino. Togliti già i pantaloni e le mutande..." dice mentre mi lecca le labbra, baciandomi ancora.
"Sei sicura L? E se entra G mentre ti aspetto?"
"G ha già finito per oggi. È andata a casa prima. Tranquillo..."
Mi stringe leggermente il cazzo, in fase di ripresa.
"Non ho intenzione di lasciarti andare a casa senza aver avuto il servizio completo".
Così, un'oretta dopo, seguo le istruzioni di L, col cuore in gola e la paura di essere scoperto.
Scoperto da chi poi non lo so, dal momento che non c'era più nessuno in loco tranne me.
Scendo nel magazzino, il quale è sempre rigorosamente chiuso a chiave, avendo un accesso esterno.
Mi richiudo la porta dietro, andando nell'angolino scuro che le infermiere usano normalmente per cambiarsi.
Mi siedo sulla sedia di plastica, togliendomi pantaloni e boxers.
La mia mente viaggia selvaggia, provocandomi un'erezione prorompente.
Tre minuti dopo, sento la chiave girare nella toppa, il cuore esplode nel petto.
"A, sono io...ci sei?"
"Ci sono!"
Quando L svolta l'angolo noto subito che indossa ancora l'uniforme sporca di sborra.
Il mio cazzo sussulta.
"Sei andata a fare la visita con quella maglietta?!"
Lei lascia andare una risatina.
"Si, non avevo voglia di cambiarmi...tranquillo, la signora non ha detto niente. Se avesse chiesto lo avrei spacciato per qualche gel per le fasciature...ma figurati se una vecchia di ottant'anni va a chiedermi qualcosa".
L apre il suo armadietto.
"Ora, se non ti dispiace...potresti tenermi d'occhio mentre mi cambio? Sai, non vorrei mai ci fosse qualche maniaco che mi spia..."
Colgo il giochino al volo.
"Certo, ti tengo d'occhio io..." replico mentre inizio a toccarmi.
Lei si spoglia lentamente.
Sotto la maglietta nessun reggiseno, ma questo già lo sapevo.
Ma quando tira giù i jeans da lavoro, il suo tanga azzurrino mi prende un attimo alla sprovvista.
Le incornicia perfettamente le natiche, ed il suo culo è più bello che mai.
I suoi sguardi compiaciuti mentre si spoglia davanti a me sono qualcosa di impagabile.
Tolte le scarpe ed i calzini rimane in mutande e mi si avvicina, inginocchiandosi.
"Grazie per essere stato così attento..." la sua mano inizia a massaggiarmi le palle gonfie.
Tolta la mia e aiutandosi con la sua, si infila il mio cazzo in bocca, succhiandomelo lentamente.
Mi sento tra le nuvole mentre la sua calda lingua danza sul mio filetto.
Ma più la osservo e più desidero il suo corpo, piacere proibito fino a poche ore prima.
"L, tocca a me..."
Mi alzo in piedi, abbracciandola e baciandola. In pochi istanti le tiro giù il tanga, passando la mia mano tra le sue gambe.
Un po' di ricrescita che lascia intendere quanto quello che stava succedendo non fosse programmato.
"Sei bagnatissima..."
"Ed è una cosa rara, credimi...sono fuori di me. Non ho idea di come ho fatto a resistere nell'ultima ora..."
Le mie dita accarezzano il suo clitoride, ma la invito a sedersi.
Lei, di tutta risposta, si piega a novanta gradi sul lettino lì vicino.
Mi inginocchio e con la lingua mi faccio strada tra le sue labbra carnose. Faccio attenzione a cercare di coinvolgerle il clitoride, anche se in questa posizione è più difficile.
Lei lascia un gemito di piacere.
"Ecco perché ho bisogno di un uomo giovane, almeno voi la leccate..."
La sua necessità viene colmata da ogni colpo di lingua, sotto i quali viene dopo pochi minuti con gambe tremanti.
Si volta verso di me, baciandomi ancora e trascinandomi verso il lettino.
Ci si siede sopra a gambe larghe, afferrando il cazzo e portandolo verso la sua figa intrisa di saliva e umori.
Non appena entro dentro di lei L, solo dal mio sguardo, comprende la mia preoccupazione.
"Tranquillo. Non c'è pericolo" sostiene mentre mi spinge più all'interno.
Mi sussurra all'orecchio.
"E poi non voglio che mi sborri dentro...la voglio in bocca, in faccia..."
Il Dirty Talking mi manda fuori di testa.
La afferro dai fianchi, sollevandola leggermente dalla posizione, e vado a fondo, facendole mancare il respiro per un attimo.
Non so quanti minuti sia effettivamente durato il rapporto. Alla mia percezione è sembrato eterno e, allo stesso tempo, troppo breve.
Ricordo solo che durante l'atto le chiesi come fossimo arrivati lì.
"Cosa posso dirti A...noi infermiere tendiamo ad essere un po' puttane" mi rispose ridacchiando mentre godeva.
E ricordo poi nitidamente il momento in cui, sulle ginocchia con la lingua di fuori, L si è presa la seconda sborrata nel giro di nemmeno due ore.
Faccia, bocca, tette...un'ondata bianca per farle capire quanto la desideravo.
Lei, soddisfatta, mi da un'ultima occhiata mentre prende la sborra col dito, portandosela in bocca.
"Quindi? Adesso siamo ufficialmente una sorta di amanti segreti?" Le chiedo con tono scherzoso.
"Non lo so. So solo che, fosse per me, mi piegherei ancora adesso sul lettino. Ho una voglia di prenderlo nel culo..."
Io mi fermo e la osservo, ma noto anche l'orario dal mio orologio.
Lei replica subito, senza che io abbia bisogno di parlare.
"Tanto anche volendo non potrei...tutti quelli che ho preso in passato hanno chiesto il conto" esclama ridendo.
"Esagerata..."
Lei nel mentre si veste con i suoi abiti normali, pronta ad andarsene.
"Mah, insomma...sono dovuta venire via dal reparto in cui lavoravo perché mi hanno beccata a fare anal col primario..."
Rimango shockato, lei se la ride ancora di più.
"Te l'ho detto che noi infermiere siamo un po' puttane!"
"Ho capito, ma questo va un po' oltre!" Ridacchio a mia volta.
"Oh fidati, le altre qua dentro non sono meglio. Sapessi M che giochetti ha fatto mentre era ancora sposata..."
Le faccio cenno che non voglio saperne altro, per ora.
"Io vado a casa...tu cerca di stare attento mentre guidi" mi da un bacio.
"È difficile concentrarsi dopo che si fanno queste cose..."
Soddisfatto esco dal magazzino assieme a lei.
"Ciao L, ci vediamo domani?"
"No, sono in ferie per il resto della settimana, fai il bravo!"
Torno in ufficio e compilo le ultime pratiche, ma poco dopo il telefono vibra con un messaggio.
"Comunque la lecchi benissimo, da rifare" e l'emoticon di un bacino.
Sorrido e poso il telefono.
È quasi ora di tornare a casa.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per L'infermiera e la bugia:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
